III STATI GENERALI ITINERANTI
UMANIZZAZIONE DELLE CURE E BENESSERE ORGANIZZATIVO
UmanoCentrismo e Cura
La Formazione per Salute Globale della Persona
Ferrara, 18 - 19 Dicembre 2026
Ferrara, 18 - 19 Dicembre 2026
Lettera di benevenuto del Presidente
III STATI GENERALI ITINERANTI -
UMANIZZAZIONE DELLE CURE E BENESSERE ORGANIZZATIVO
La crisi del modello biomedico in tutte le aree specialistiche sanitarie risulta ripetutamente ribadito da molti decenni, sulla base della graduale perdita, nei contesti di cura, della componente umana nella relazione terapeutica a favore di un’estremizzazione della biotecnologizzazione e di un assetto pragmatico aziendalistico centrato sui risultati, sulla monetizzazione, sulla produttività, sulla efficienza, sul taglio dei costi dove non infrequentemente la tecnica sostituisce l’umanità.
Una cultura orientata ai compiti tende, infatti, a privilegiare il raggiungimento degli obiettivi rispetto alla assistenza interferendo sulla necessaria attenzione alle dimensioni psicologiche e spirituali della sofferenza del paziente. Induce, inoltre, a favorire modelli di cura che valorizzano il “fare” piuttosto che il “riflettere”, perdendo di vista la natura olistica dell’esperienza del paziente. Ciò è chiaro nelle parole del bioeticista e medico internista Edmund Pellegrino che, in maniera preoccupata, sottolinea come “I medici non possono ignorare i numerosi attacchi alla dignità umana, sia intrinseca sia attribuita, che vengono dati per scontati nei luoghi burocratizzati, commercializzati e impersonali in cui gli ospedali sono, troppo spesso, diventati. […] Un più ampio senso collettivo di responsabilità condivisa, oppure la “disumanizzazione”, la “spersonalizzazione” o l’“alienazione” che i malati avvertono nelle odierne istituzioni sanitarie e assistenziali, devono ricadere sul medico. […]. Su queste basi, Ivan Cavicchi, rispetto al modello ippocratico – che come notoriamente viene spesso ribadito, prevede un interesse per la persona affetta da una determinata malattia prima ancora che della malattia che affligge una determinata persona – indica che il ruolo del medico di oggi è “una sorta di ippocratismo simbionico dove, cadendo la contrapposizione tra naturale e artificiale, tra medico e macchina, il medico è diventato (in misura certamente diversa da medico a medico), una sorta di ibrido ippocratico e tecnologico”.
Ciò determina una necessità imperativa di ritorno all’uomo, secondo una riorganizzazione del sistema che riporti al centro la persona – o, meglio, la relazione terapeutica – allo scopo di “umanizzare” o “ri-umanizzare” le cure, benché questi concetti non siano scevri da rischi di inflazione concettuale e da critiche, potendo rappresentare una ennesima dichiarazione di intenti non seguita da fatti.
Quando nel 2018 organizzammo a Ferrara l'evento Dignity-in-Care e i percorsi di cura nella dignità: le esperienze italiane, primo incontro nazionale del Network Italiano della Dignità nella Cura (NiDI) fondato nel 2015, avevamo bene in mente che l’applicazione degli interventi orientati alla dignità, inclusa la terapia della dignità, nei vari contesti, quali la geriatria, la psichiatria, l’oncologia, la medicina palliativa, il carcere, poteva avere luogo se fosse stata definito un progetto formativo specifico nelle aree sanitarie.
È su questi presupposti che abbiamo considerato importante che il tema della formazione, da esprimere longitudinalmente, nei corsi di laurea e post-laurea, fino a quelli inerenti alla formazione continua dei professionisti debba essere la dorsale portante dei III Stati Generali sulla Umanizzazione delle Cure e il Benessere Organizzativo, che si che si terranno a Ferrara il 18 e 19 Dicembre 2026.
È, peraltro, un’occasione importante di dialogo con altri movimenti che in Italia si stanno impegnando in questo stesso senso e che hanno l’obiettivo comune di ridare senso e significato ad una assistenza che si rivolge all’uomo e alla persona. Ed è un’occasione unica per creare, tra tali movimenti, collaborazioni e strategie che si intersechino tra loro e si potenzino vicendevolmente. È il caso del movimento dei Grandi Ospedali o di Dignitas Curae ed, evidentemente, dell’Università, preposta alla formazione dei futuri professionisti e oltre che alla ricerca e alla assistenza. Sarà tale ponte riprendendo Heidegger, a creare il luogo dell’agire e del pensare, poiché è il ponte che crea i luoghi che, senza il ponte, tali non sarebbero.
Vi attendiamo quindi numerosi a Ferrara in occasione di tale evento, appositamente denominato Umano-Centrismo e Cura: La Formazione per la Salute Globale della Persona.
Luigi Grassi
Professore Ordinario di Psichiatria
Delegato della Rettrice alla Umanizzazione delle Cure
Università degli Studi di Ferrara